Proctologia

Cos'è la Proctologia

La proctologia è una branca della medicina che studia le malattie dell’ano-retto i cui sintomi sono per lo più riconducibili a:

- Sanguinamento

- Dolore in regione anale

- Senso di fastidio e/o prurito

- Sensazione di evacuazione difficoltosa

- Secrezioni biancastre o rosate, irritanti

 

Questi sintomi possono essere causati da:

a) Emorroidi

b) Fistola – ascesso anale

c) Ragade

d) Cisti Pilonidale

e) Condilomi e/o malattie sessualmente trasmesse f) Polipianorettali

g) Dermatiti perianali

 

Patologie Trattate

EMORROIDI

È la più diffusa causa di sofferenza della regione anorettale. Più del 50% della popolazione adulta occidentale soffre o ha sofferto di patologie emorroidaria.

Le cure attuali sono in grado di eliminare senza o con poco dolore il problema.

Le emorroidi patologiche sono dei corpi cavernosi di volume aumentato contenenti plessi venosi ed arteriosi, che possono fuoriuscire dall’ano.

A seconda del plesso da cui traggono origine possono essere suddivise in emorroidi interne ed esterne.

Le emorroidi interne aumentano di volume dentro l’ano, e danno senso di sé in genere solo durante il passaggio delle feci, con dolore, sanguinamento e prurito, e possono prolassare all’esterno dell’ano e rientrare da sole o con l’aiuto delle dita.

Le emorroidi esterne si sviluppano al margine dell’ano; se sotto tensione sono molto dolorose, più frequentemente delle interne possono complicarsi con la formazione di coaguli nel loro interno (trombosi emorroidaria).

Non esiste una sola causa, si sviluppano più con: l’aumentare dell’età, le eccessive spinte per evacuare le feci, troppo dure o diarroiche, la gravidanza, fattori ereditari.

Il trattamento medico va diretto verso la diretta causa:

- Assunzione di fibre vegetali e lassativi

- Corretta defecazione

- Bidè con acqua tiepida per ridurre lo spasmo e dolore.

In caso di crisi acuta da trombosi emorroidaria bisogna usare analgesici e/o incisione in anestesia locale (secondo il parere del proctologo).

IL TRATTAMENTO IN REGIME DI RICOVERO:

1) L’emorroidectomia è riservata ai casi in cui non si è riusciti ad ottenere un risultato per il paziente soddisfacente.

2) Una nuova tecnica prevede l’uso della suturatrice circolare, la Mucoprolassectomia con suturatrice meccanica. Viene utilizzata nelle emorroidi di 2° - 3° grado .

3) Un’altra tecnica è la legatura delle arterie emorroidarie superiori con l’utilizzo di un ecodoppler.

 

RAGADE ANALE

È una piccola ulcera dell’ano che causa molto dolore durante la defecazione e frequentemente, dopo con una durata variabile da pochi secondi ad alcune ore. Possono essere presenti sanguinamenti e prurito, le cause sono molteplici: da stress, da evacuazioni scorrette (stipsi o diarrea).

Le ragadi acute tendono in alta percentuale a guarire con terapia medica, che prevede l’uso di lassativi formanti massa ed una dieta ricca di fibre ed un adeguato introito idrico per evitare il passaggio di feci dure.

L’uso dei dilatatori anali, ha ridotto di molto gli interventi chirurgici:

1) La sfinterotomia anale interna, effettuata in anestesia locale, risolve sia il dolore che lo spasmo permettendo talvolta alla ragade di guarire in poche settimane.

2) L’exeresi semplice delle ragadi risolve sempre il problema.

 

FISTOLE ANALI

Gli ascessi anali rappresentano la fase acuta di un’infezione che prende origine dalle ghiandole secernenti muco presenti tra gli sfinteri cioè tra i muscoli che circondano e chiudono l’ano.

Le fistole anali rappresentano la fase cronica di tale infezione, ascesso e fistole sono dunque i due stadi di una stessa malattia.

I sintomi di un ascesso sono gonfiore, rossore, calore, dolore intenso, talvolta difficoltà ad urinare.

La fistola si manifesta invece con una secrezione continua o intermittente di siero-pus attraverso l’orifizio esterno situato vicino all’ano, che non cicatrizza. È necessario un intervento chirurgico in genere in anestesia loco-regionale o generale, in uno o più tempi e secondo che i muscoli anali siano interessati più o profondamente dalla fistola.

L’obbiettivo è garantire la continenza.

 

 

SINUS PILONIDALIS

Le cisti pilonidali sono raccolte di peli, circondati da reazione infiammatoria del sottocute, localizzate prevalentemente nel solco intergluteo in regione sacro-coccigea. Le fistole pilonidali originano dalla ascessi dilatazione delle cisti pilonidali e dalla loro apertura all’esterno tramite un orifizio cutaneo, solitamente posto nel solco intergluteo.

Sono più frequenti in giovani maschi dopo la pubertà, di razza bianca, in genere in soggetti molto pelosi. Sono date da una scarsa igiene personale, traumatismi locali (indumenti attillati o rigidi, condizioni lavorative) l’obesità, vita sedentaria, abbondante sudorazione.

La ciste pilonidale può rimanere quiescente anche per molti anni oppure può andare incontro alla ascesso subito dopo la sua formazione. All’ascesso di solito fa seguito la comparsa della fistolizzazione.

La fistola può rimanere aperta e secernere in continuazione oppure chiudersi e dare luogo ad ascessi ricorrenti, la terapia è solo chirurgica, la metodica “a cielo aperto” prevede l’asportazione della cute e del tessuto sottocutaneo comprendenti la cisti pilonidale e tutti gli orifizi cutanei ivi presenti.

La guarigione avviene per seconda intenzione con formazione del tessuto di granulazione che va a colmare completamente la ferita in 8 – 10 settimane.

 

I CONDILOMI ANALI

Si tratta di lesioni tumorali benigne, trasmesse principalmente per via sessuale, causate da virus del tipo Papilloma virus. Le lesioni si presentano sotto forma di piccole vegetazioni, verrucose biancastre, peduncolate: interessano la zona peri anale,

il canale anale e talvolta in associazione o isolatamente anche i genitali. Trattamento:

1) con Crioterapia (freddo) con azoto liquido;

2) asportazione locale con bisturi o elettrobisturi;

3) asportazione locale con laser;

4) terapia immune-stimolante con interferone da utilizzare nei soggetti immunedepressi di base o nelle recidive, per via sottocutanea o intramuscolare.

La Visita Proctologica

La visita proctologica consiste nell'accurata anamnesi, nell'esplorazione digitale del canale anale e nell'ano-rettoscopia. Il paziente che vuole seguire una visita proctologica deve presentarsi dopo essersi sottoposto a un piccolo clistere di pulizia circa 4 ore prima della visita.

Dopo l’anamnesi il medico effettuerà una visita generale ed una esplorazione rettale: cioè, delicatamente, verrà inserito un dito nell’ano precedentemente lubrificato. La posizione usata è in ginocchio (genupettorale) al fine di ottenere la migliore valutazione anatomica. In determinati casi si esegue in decubito laterale sinistra a gambe flesse (pazienti anziani ecc.).

L’anoscopia consiste nell’introduzione nel canale anale di un piccolo cilindro di plastica trasparente monouso lungo circa 10 cm, detto anoscopio, che permette la visione del canale ano-rettale (il diametro di questo strumento è poco più di quello del dito; quindi i fastidi sono minimi e, naturalmente, l'esame può essere interrotto qualora non sopportato dal paziente); di seguito si esegue una rettosigmoidoscopia (strumento lungo circa 20 cm) per visualizzare eventuali processi flogistici rettali e/o eventuali lesioni di altra natura. L'ano-rettoscopia rappresenta anche una prevenzione del cancro del retto, perché permette di diagnosticare e trattare precocemente polipi ancora asintomatici.

L’intervento chirurgico viene proposto dal chirurgo proctologo.

Il giorno della visita viene consegnata al paziente una breve relazione per il medico curante con la diagnosi e la terapia proposta. Se viene deciso il ricovero si provvede direttamente a mettere il paziente in lista operatoria.

Gli interventi sono eseguiti sia in regime di ricovero con SSN sia in regime privato.

Gli interventi eseguiti per via perineale vengono eseguiti in anestesia spinale o generale a seconda dell’indicazione anestesiologica, prevedono un ricovero breve e vengono eseguiti utilizzando le migliori tecniche per assicurare il minor trauma chirurgico e quindi una ripresa precoce.

 

 

Idrocolonterapia

L'idrocolonterapia è una pratica utilizzata per il lavaggio dell'intestino dall'ampolla rettale al cieco. La procedura si esegue con un apposito macchinario, per garantire sicurezza nell'applicazione e comportare il minimo disagio per i pazienti.

L'idrocolonterapia prevede l'introduzione, attraverso l'ano, di una cannula a due vie, che consente l'infusione di acqua depurata, ad una certa pressione e temperatura, dall'ampolla rettale al cieco. Quest'irrigazione pulisce il colon, favorendo la frammentazione e lo scollamento dei delle feci.