Proctologia

Cos'è la Proctologia

La proctologia è una branca della medicina che studia le malattie dell’ano-retto i cui sintomi sono per lo più riconducibili a:

- Sanguinamento

- Dolore in regione anale

- Senso di fastidio e/o prurito

- Sensazione di evacuazione difficoltosa

- Secrezioni biancastre o rosate, irritanti

 

Questi sintomi possono essere causati da:

a) Emorroidi

b) Fistola – ascesso anale

c) Ragade

d) Cisti Pilonidale

e) Condilomi e/o malattie sessualmente trasmesse f) Polipianorettali

g) Dermatiti perianali

 

Patologie Trattate

EMORROIDI

 

È la più diffusa causa di sofferenza della regione anorettale.

Sono in molti dunque a soffrirne, ma non tutti sono disposti a parlarne con il proprio medico, vuoi per paura o per la semplice vergogna di sottoporsi ad una visita. Le emorroidi sono un disturbo che può interferire in maniera anche pesante sulla vita sociale di un individuo, proprio a causa della paura di parlarne.

Le cure attuali sono in grado di eliminare senza o con poco dolore il problema.

Le emorroidi patologiche sono dei corpi cavernosi di volume aumentato contenenti plessi venosi ed arteriosi, che possono fuoriuscire dall’ano.

A seconda del plesso da cui traggono origine possono essere suddivise in emorroidi interne ed esterne.

Le emorroidi interne aumentano di volume dentro l’ano, e danno senso di sé in genere solo durante il passaggio delle feci, con dolore, sanguinamento e prurito, e possono prolassare all’esterno dell’ano e rientrare da sole o con l’aiuto delle dita.

Le emorroidi esterne si sviluppano al margine dell’ano; se sotto tensione sono molto dolorose, più frequentemente delle interne possono complicarsi con la formazione di coaguli nel loro interno (trombosi emorroidaria).

Non esiste una sola causa, si sviluppano più con: l’aumentare dell’età, le eccessive spinte per evacuare le feci, troppo dure o diarroiche, la gravidanza, fattori ereditari.

 

Il trattamento medico va diretto verso la diretta causa:

 

-Assunzione di fibre vegetali e lassativi

-Corretta defecazione

-Bidè con acqua tiepida per ridurre lo spasmo e dolore.

 

In caso di crisi acuta da trombosi emorroidaria bisogna usare analgesici e/o incisione in anestesia locale (secondo il parere del proctologo).

 

 

RAGADE ANALE

 

È una piccola lacerazione dell’ano che causa molto dolore durante la defecazione e frequentemente, dopo con una durata variabile da pochi secondi ad alcune ore.

Possono essere presenti sanguinamenti e prurito, le cause sono molteplici: da stress, da evacuazioni scorrette (stipsi o diarrea).

La diagnosi viene effettuata con l'ispezione ed una esplorazione anale delicata. Le ragadi acute tendono in alta percentuale a guarire con terapia medica, che prevede l’uso di lassativi formanti massa ed una dieta ricca di fibre ed un adeguato introito idrico per evitare il passaggio di feci dure.

Quando i trattamenti conservativi falliscono, è necessaria la chirurgia.

 

 

ASCESSO ANALE E FISTOLE ANALI

 

L’ascesso anale è una cavità piena di pus che si trova in prossimità dell'ano o del retto. Esso è il risultato di un'infezione acuta di una piccola ghiandola che si trova appena dentro l'ano, che si sviluppa quando batteri o sostanze estranee entrano nel tessuto perianale attraverso la ghiandola. Alcune condizioni - colite o altre infiammazioni dell'intestino, per esempio - possono rendere queste infezioni più frequenti.

 

Una fistola anale è una lesione che si presenta con un orifizio nel canale anale e l'altro solitamente compare sulla superficie della cute perianale. Da questo piccolo foro fuoriescono nella maggior parte dei casi pus, sangue e siero.

La fistola anale è quasi sempre il risultato di un precedente ascesso.

 

I sintomi di un ascesso sono gonfiore, rossore, calore, dolore intenso, talvolta difficoltà ad urinare. La fistola si manifesta invece con una secrezione continua o intermittente di siero-pus attraverso l’orifizio esterno situato vicino all’ano, che non cicatrizza.

 

La diagnosi dell’ascesso e della fistola anale sono cliniche: mediante visita proctologica e anoscopia. Talvolta è necessario, ai fini dell’identificazione di tragitti fistolosi complessi, l’esecuzione di una ecografia transanale con sonda rotante a 360°.

L’ascesso può essere trattato mediante incisione chirurgica della cute che lo ricopre, così da poter drenare all’esterno il pus contenuto nella cavità infetta, e quindi diminuirne la tensione, causa del dolore.

L'intervento chirurgico è sempre necessario per guarire una fistola anale in uno o più tempi e secondo che i muscoli anali siano interessati più o profondamente dalla fistula in modo da garantire la continenza.

SINUS PILONIDALIS

 

La cisti pilonidale consiste in una o più fistole della regione sacrococcigea che si sviluppa tra la cute e lo strato adiposo sottocutaneo fino, talvolta, alla fascia muscolare.

Le fistole pilonidali originano dalla dilatazione delle cisti pilonidali e dalla loro apertura all’esterno tramite un orifizio cutaneo, solitamente posto nel solco intergluteo.

Sono più frequenti in giovani maschi dopo la pubertà, di razza bianca, in genere in soggetti molto pelosi. Sono date da una scarsa igiene personale, traumatismi locali (indumenti attillati o rigidi, condizioni lavorative) l’obesità, vita sedentaria, abbondante sudorazione.

La ciste pilonidale può rimanere quiescente anche per molti anni oppure può andare incontro alla ascesso subito dopo la sua formazione. All’ascesso di solito fa seguito la comparsa della fistolizzazione.

La fistola può rimanere aperta e secernere in continuazione oppure chiudersi e dare luogo ad ascessi ricorrenti.

La terapia è solo chirurgica.

 

 

I CONDILOMI ANALI

 

Si tratta di lesioni tumorali benigne, trasmesse principalmente per via sessuale, causate da virus del tipo Papilloma virus. Le lesioni si presentano sotto forma di piccole vegetazioni, verrucose biancastre, peduncolate: interessano la zona peri anale, il canale anale e talvolta in associazione o isolatamente anche i genitali.

 

Trattamento: asportazione locale con bisturi o elettrobisturi.

La Visita Proctologica

 La visita proctologica consiste in un’esplorazione rettale, eseguita dal medico proctologo(colonproctologo) con dito guantato, associata a un’indagine strumentale (anoscopia), eseguita con uno strumento chiamato anoscopio.

La visita proctologica consiste inizialmente in un colloquio tra medico e paziente poi nell'esplorazione digitale del canale anale e nell'ano-rettoscopia.

 

Il paziente che vuole seguire una visita proctologica deve presentarsi dopo essersi sottoposto a un piccolo clistere di pulizia circa 4 ore prima della visita.

Dopo l’anamnesi il medico effettuerà una visita generale ed una esplorazione rettale:

cioè, delicatamente, verrà inserito un dito nell’ano precedentemente lubrificato. La posizione usata è in ginocchio (genupettorale) al fine di ottenere la migliore valutazione anatomica. In determinati casi si esegue in decubito laterale sinistra a gambe flesse (pazienti anziani ecc.).

 

L’anoscopia consiste nell’introduzione nel canale anale di un piccolo cilindro di plastica trasparente monouso lungo circa 10 cm, detto anoscopio, che permette la visione del canale ano-rettale (il diametro di questo strumento è poco più di quello del

dito; quindi i fastidi sono minimi e, naturalmente, l'esame può essere interrotto qualora non sopportato dal paziente).

 

Ove lo ritenga necessario, il medico proctologo può disporre anche una rettoscopia, un esame che si spinge più all’interno, fino ai 15/18 centimetri necessari per l’esplorazione del retto.

 

L'ano-rettoscopia rappresenta anche una prevenzione del cancro del retto, perché permette di diagnosticare e trattare precocemente polipi ancora asintomatici.

La visita proctologica ha una durata di circa 20/30 minuti.

La visita proctologica non comporta alcun dolore e non ha controindicazioni.

Idrocolonterapia

L'idrocolonterapia è una pratica utilizzata per il lavaggio dell'intestino dall'ampolla rettale al cieco. La procedura si esegue con un apposito macchinario, per garantire sicurezza nell'applicazione e comportare il minimo disagio per i pazienti.

L'idrocolonterapia prevede l'introduzione, attraverso l'ano, di una cannula a due vie, che consente l'infusione di acqua depurata, ad una certa pressione e temperatura, dall'ampolla rettale al cieco. Quest'irrigazione pulisce il colon, favorendo la frammentazione e lo scollamento dei delle feci.